MUSEO DELLE CAVE

 SANTUARIO

SANTO PADRE DELLE PERRIERE

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Dalla ricerca e passione di Padre Vincenzo Greco, è nato il museo delle cave presso il Santuario di Santo Padre delle Perriere in C/da Santo Padre delle Perriere a Marsala.

Il museo presenta in sequenza temporale le attrezzature che hanno permesso lo sfruttamento delle cave del territorio marsalese per produrre i conci di tufo.

Grande importanza riveste il tufo come materiale nella realizzazione degli edifici nell'intero territorio della Sicilia occidentale sin dai tempi più antichi e fino a poco tempo fa era l'unico materiale con cui venivano edificate le abitazioni o i magazzini; il tufo si utilizza ancora come muratura portante negli edifici e per realizzare recinzioni.

Data la facile lavorabilità, si propone come materiale per elementi decorativi e oggi viene utilizzato da alcune aziende per produrre oggetti d'arredamento.

Il museo ricambia il visitatore con delle sensazioni particolari, la discesa nel sottosuolo, l'odore del tufo, la luce soffusa ..... e vengono rievocate le fatiche di chi in queste cave ha lavorato e qualche volta non è più uscito alla luce.

Gli oggetti vengono presentati seguendo una sequenza di utilizzo temporale, dai primi attrezzi manuali alle macchine elettriche da taglio, per finire con la sezione dedicata alle dimensioni di taglio dei conci di tufo.

La conoscenza dei resti di una prima forma di industrializzazione si deve identificare come elemento generatore che permetta la ricostruzione della fisionomia del territorio, dei suoi edifici, della storia e della cultura.

Molto suggestivo è il presepe che viene perennemente mantenuto.

Grazie a Padre Vincenzo Greco per il permesso alla pubblicazione delle immagini e delle didascalie.

ricerca e passione di Padre Vincenzo Greco, è nato il museo
pubblicazione delle immagini e delle didascalie.
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Visita il museo delle cave
 
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Monsignor Vincenzo Greco.

I progetti e le opere dell’uomo sono mossi dalle idee che hanno il ruolo di sostenere la fatica che comporta la loro realizzazione e, se condivise, di lasciare che altri si appassionino a quanto si è visto, anche il Museo delle Cave nasce da un’idea, da una passione.

L’amore per il Santuario di San Francesco di Paola di contrada Santo Padre delle Perriere in Marsala ed il desiderio di farlo crescere nel territorio provinciale, suggerì ad un gruppo di sacerdoti che lo hanno retto dal 2003 al 2007, la costituzione di un museo che conservasse la memoria del lavoro nelle cave di tufo di cui lo stesso Santuario è testimonianza monumentale. Infatti il simulacro del santo calabrese si trova all’interno di un cava, e tutta la zona circostante al santuario stesso è un insieme di cave “a pilere” ed a cielo aperto.

Era necessario collegare la storia religiosa del luogo, che affonda le radici nella metà del diciannovesimo secolo, con la cultura e la storia degli uomini cha hanno vissuto in quella terra, e la nostra storia è contrassegnata fortemente dal lavoro dei “cantunara”.

La storia, quella vera, è un intreccio di vite vissute dagli uomini semplici, fatte di dolori e speranze. Tra queste ultime la fede ed il lavoro che trovano proprio nelle “perriere” del marsalese un connubio tutto da approfondire.

Prima di iniziare ad occuparmi del Museo sapevo ben poco di questa professione e dell’arte del cavapietre, e non posso nascondere la mia difficoltà iniziale a pensare il Museo ed la sua organizzazione.

Così decisi di incontrare quanta più gente possibile che avesse lavorato nelle cave, i meccanici che conoscevano tutti i segreti degli utensili usati nell’estrazione del tufo, ma soprattutto i vecchi cantunara, quelli che ancora negli anni 30 del ‘900 scendevano nei pozzi con la sola “mannara” (accetta tagliapietre).

E’ stata una ricerca appassionante, che mi ha visto raccogliere una quantità enorme di informazioni e di oggetti, ma soprattutto che mi ha fatto conoscere tante persone, certamente appesantite dalla vita, che ha riservato loro vita uno dei lavori più pesanti che si possa immaginare, ma lieti che qualcuno, un prete, si interessasse così tanto alla loro professione.

A tutti questi amici, si legge proprio all’ingresso, è dedicato il Museo.

Dopo la raccolta dei dati finalmente è arrivato il momento della sintesi e quella che era solo un’idea ha preso corpo nella mia mente prima e poi sulla carta.

E’ stato insostituibile l’aiuto degli Amici e delle Amiche di San Francesco di Paola, che con il loro lavoro hanno di fatto costruito il Museo, regalando al Santuario un luogo unico che conserva una memoria storica importantissima che tra non molto sarebbe andata definitivamente perduta.

Mi auguro, che tutti i ragazzi ed i giovani che visiteranno il museo delle cave riescano a fare la mia stessa esperienza, e cioè quella di rivisitare la memoria del nostro popolo, della nostra gente, per ricavarne un impegno sempre più coerente e deciso per la costruzione della città degli uomini.

don Vincenzo Greco